Chiesa di San Colombano
La Chiesa di San Colombano, situata nel territorio di Illasi, è un antico luogo di culto immerso nel paesaggio collinare, con origini documentate almeno dal XII secolo. Dedicata inizialmente al monaco irlandese San Colombano e oggi sotto il patrocinio della Madonna, rappresenta un importante punto di riferimento religioso e devozionale della vallata.
Origini e storia
Non è nota con precisione la data di fondazione della chiesa, ma la sua esistenza è attestata già nel 1169. Si ipotizza che la costruzione sia stata avviata da monaci legati al monastero di Bobbio, centro di diffusione del culto di San Colombano.
Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento la chiesa risultava attiva e mantenuta dalla comunità locale. Durante la peste del 1630 venne utilizzata come lazzaretto.
Nel tempo il santuario è stato oggetto di numerosi interventi di restauro: uno significativo fu promosso da don Alessandro Bennati nel 1986, mentre l’ultimo intervento, voluto dall’Amministrazione Comunale di Illasi, si è concluso nel marzo 2023.
Devozione e tradizioni
Fin dal XVI secolo la chiesa è meta di pellegrinaggio. Ancora oggi si rinnova la tradizionale processione che si svolge ogni seconda domenica di maggio: gli abitanti di Illasi raggiungono il santuario in corteo, rievocando il voto fatto alla Vergine Maria durante l’epidemia di colera del 1836.
Struttura e altari
Già nel Seicento è documentata la presenza di due altari: uno maggiore dedicato a San Colombano e uno laterale con l’immagine della Vergine.
Nel 1823 don Bonifacio Sprea decise di modificare la disposizione degli altari, invertendone la posizione. Oggi sull’altare maggiore si trova il dipinto della Vergine Maria, noto come Madonna di San Colombano, mentre l’altare laterale ospita un’immagine del Sacro Cuore.
Nel corso del tempo la chiesa è stata oggetto di furti: nel 1975 venne sottratta l’immagine di San Colombano, probabilmente insieme alle reliquie, mentre nel 1981 fu rubato anche il dipinto del Sacro Cuore.
Affreschi e opere
Gli affreschi interni risalgono a poco prima del 1500 e costituiscono uno degli elementi più rilevanti della chiesa.
Il ciclo pittorico principale raffigura tre Madonne in trono con Bambino. Nel gruppo centrale sono presenti quattro santi: Giobbe, San Colombano, San Sebastiano e San Rocco, figure legate alla devozione popolare e alla protezione dalle malattie.
Ai lati del presbiterio si trovano affreschi raffiguranti San Colombano e Santa Caterina d’Alessandria, emersi durante i restauri del Novecento.
All’esterno, sotto il porticato, è presente un affresco della Madonna con Bambino attribuito da Luigi Simeoni a Giovanni Francesco Caroto, caratterizzato da elementi rinascimentali nella resa dei volti e nella costruzione dello spazio.
Accanto alla Vergine è raffigurato San Colombano, con elementi iconografici distintivi, mentre sullo sfondo compaiono decorazioni interpretate come ex voto, segni di devozione popolare.
La porta laterale è sormontata da una lunetta con la Visitazione di Maria a Elisabetta.
Campanile e campane
Il campanile, alto 17,54 metri, è documentato già nel 1657 e ha subito nel tempo diversi interventi.
Nel 1835 le due campane originarie vennero rifuse, mentre nel 1852 fu aggiunta una terza campana. Il concerto era inizialmente in Mi bemolle maggiore.
Nel 2002, grazie al contributo di alcune famiglie locali, vennero fuse nuove campane, portando il concerto a sei elementi. I nuovi bronzi sono stati realizzati dalla fonderia De Poli di Vittorio Veneto.
Oggi il Gruppo Campanari della Parrocchia cura le esecuzioni, accompagnando i momenti liturgici e le festività.
Contesto territoriale
La chiesa si inserisce in un territorio di grande interesse storico, caratterizzato da insediamenti antichi documentati già in epoca preistorica e sviluppatosi in età romana e medievale.


