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Chiesa di Santa Giustina

Chiesa di Santa Giustina a Illasi, veduta tra gli alberi

La Chiesa di Santa Giustina, documentata già nel 1082 e probabilmente risalente a epoca precedente, è uno dei luoghi di culto più antichi del territorio di Illasi. Dedicata alla martire padovana del IV secolo, fu per secoli un importante centro religioso, economico e comunitario.


Origini e contesto storico

La chiesa è attestata in un documento del 1082 come cappella rurale appartenente al monastero dei Santi Pietro, Vito e Modesto di Calavena, ma la sua origine potrebbe risalire anche a prima dell’anno 1000.

Questa ipotesi è suggerita anche dalla presenza del numero “1011” inciso su una trave lignea originaria della torre campanaria, oggi conservata dopo i restauri del 2002.

Il culto è dedicato a Santa Giustina di Padova, martire vissuta tra il III e il IV secolo.


Il monastero e la comunità religiosa

Intorno alla metà del XIII secolo, in un periodo segnato dalla signoria di Ezzelino da Romano, nacque presso la chiesa una comunità religiosa spontanea ispirata agli ordini mendicanti.

Uomini e donne provenienti anche da Verona si stabilirono in questo luogo per condurre una vita di penitenza, organizzati in una comunità guidata da un priore.

Dopo eventi difficili come la peste e il terremoto del 1348, la comunità entrò in crisi. Nel 1354, con la rinuncia dell’ultimo priore, intervenne il vescovo di Verona Pietro Della Scala.

Fu quindi nominata badessa suor Francesca Della Scala, figlia di Cangrande I, ma nel 1360, a causa delle difficoltà organizzative e della mancanza di un adeguato supporto sacerdotale, la comunità venne sciolta e le religiose si trasferirono a Verona, ponendo fine alla breve esperienza del monastero misto.


Ruolo economico e territoriale

Nelle vicinanze della chiesa si svolgeva, fin dall’XI secolo, uno dei più importanti mercati dell’est veronese.

Inizialmente gestito dai conti di Verona, passò poi sotto il controllo delle comunità religiose legate al monastero di Calavena. Le decime raccolte venivano qui vendute, rendendo il sito un punto di riferimento anche economico.

Con il declino del monastero, il mercato fu progressivamente trasferito a Verona.


Reperti e testimonianze antiche

La chiesa conserva importanti tracce di epoche precedenti, tra cui reperti romani riutilizzati nella costruzione.

Tra questi, una pietra con dedica agli imperatori Massimino e Costantino, rinvenuta sotto l’altare, e due frammenti di un miliario della Via Postumia, oggi collocati vicino al campanile.

Questi elementi testimoniano la continuità di utilizzo del sito e il suo legame con le antiche vie di comunicazione.


Architettura e trasformazioni

L’edificio presenta caratteristiche tipiche dell’architettura romanica: facciata semplice con portale rettangolare e finestra a lunetta, tetto a due falde e struttura essenziale.

La torre campanaria, a base quadrangolare con bifore e pietra a vista, rappresenta l’elemento verticale dominante, emergendo tra gli ulivi che circondano la chiesa.

Nel XVIII secolo il complesso versava in condizioni precarie e l’edificio venne ridimensionato.


Proprietà

Nel corso del tempo la chiesa passò sotto diverse proprietà, tra cui quella dei conti Pompei di Illasi. Oggi è di proprietà privata.