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Chiesa di Sant’Anna

Chiesa di Sant'Anna a Giara, Illasi, affresco del 1300 interno della chiesa Sant’Anna che sorregge la piccola Maria

La Chiesa di Sant’Anna, situata nella contrada Giara, è una piccola chiesa seicentesca immersa nel paesaggio collinare di Illasi. Custodisce un raro dipinto trecentesco e una storia complessa legata a passaggi di proprietà, devozione popolare e vicende locali.


Origini e contesto

La contrada di Giara è considerata uno degli insediamenti più antichi della valle, probabilmente legato a un antico toponimo, “Arione”, documentato negli archivi storici.

In questo contesto si colloca il complesso edilizio di cui fa parte l’oratorio di Sant’Anna, situato tra Giara di Sotto e Giara di Sopra.

La chiesa, dedicata alla Natività della Madonna, risale al XVII secolo e custodisce al suo interno un dipinto trecentesco di particolare interesse.


Il dipinto trecentesco

L’opera principale della chiesa raffigura Sant’Anna che sorregge la piccola Maria, affiancata da San Gioachino e da una terza figura non identificata.

Si tratta di una rappresentazione insolita rispetto alla più diffusa iconografia della Madonna con Bambino, che per lungo tempo ha portato a interpretazioni errate del soggetto.


Proprietà e vicende storiche

Nel 1650 la chiesa apparteneva alle sorelle Adamante e Ginepra Cipolla, probabilmente le fondatrici del complesso.

Nel testamento del 1671 Adamante lasciò la proprietà ai cugini Sommariva, imponendo una serie di obblighi, tra cui il mantenimento perpetuo di una lampada accesa davanti all’altare. In caso di mancato rispetto o di assenza di eredi maschi, i beni sarebbero passati al Collegio dei notai di Verona, incaricato anche di verificarne l’adempimento.

Nel tempo, il mancato rispetto di tali obblighi portò effettivamente al passaggio delle proprietà al Collegio dei notai, documentato dopo il 1744.

Nel 1806 la chiesa divenne proprietà dello Stato e successivamente, nel 1849, fu acquistata dalla famiglia Anselmi. Attraverso legami matrimoniali passò poi ai Lucchini e, nel 1921, alla Banca Cattolica Veronese.

Nel 1930 fu acquistata dall’avvocato Pietro Avrese, che commissionò alcuni interventi, tra cui la realizzazione delle finestre laterali.


Decorazioni e interventi artistici

Negli anni Quaranta del Novecento il pittore Carlo Donati, suocero di Pietro Avrese, realizzò gli affreschi interni.

Sulla parete sinistra è rappresentato un ciclo dedicato ai sette sacramenti, ambientato in un villaggio immaginario e caratterizzato da uno stile semplice con richiami al puntinismo e al linguaggio liberty.

Sulla parete destra si sviluppa una sequenza di angeli che accompagnano episodi della vita di Gesù, con riferimenti anche alla figura di Maria, dall’Annunciazione all’Incoronazione.


Devozione e tradizioni

La chiesa è legata a una forte devozione popolare. Qui celebrò la sua prima messa Gaspare Bertoni, fondatore degli Stimmatini, le cui origini familiari sono legate alla contrada.

Ogni anno, il 26 luglio, si tiene la festa di Sant’Anna, mentre nel mese di maggio la chiesa viene aperta per la recita del rosario, offrendo una rara occasione per visitare gli interni.


Situazione attuale

L’ultima erede della famiglia Avrese è stata Lina Maria Duska Avrese (1928–2014), studiosa della cultura russa. Oggi il complesso è curato dall’attuale proprietario, il dottor Piergiuseppe Zampieri.

La chiesa non è normalmente visitabile, se non in occasioni particolari legate alla tradizione religiosa.