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Ginevra d’Illasi

La leggenda di Ginevra d’Illasi

La leggenda di Ginevra d’Illasi

Una storia tra realtà e leggenda

La figura storica di Ginevra Serego degli Alighieri, documentata negli Archivi di Stato di Venezia, ha ispirato nel tempo romanzi, studi storici e rappresentazioni teatrali. Alcuni studiosi ipotizzano che la sua vicenda possa aver influenzato anche William Shakespeare nella stesura di Romeo e Giulietta (1597), ambientata in una Verona segnata da conflitti familiari e amori tragici.


Un matrimonio politico e un amore segreto

Ginevra, contessa veronese e discendente del sommo poeta Dante Alighieri, sposò nel 1591 il conte Girolamo II Pompei, signore del Castello di Illasi. Il matrimonio, nato come alleanza politica, si rivelò infelice.

Durante le frequenti assenze del marito, Ginevra intrattenne una relazione segreta con Virginio Orsini, nobile romano e celebre condottiero.


Il mistero della scomparsa

Scoperto il tradimento, Ginevra confessò e si rimise al giudizio del marito, che fece uccidere il servitore Gregorio Griffo. Seguì un’inchiesta ufficiale della Serenissima, successivamente archiviata per ragioni politiche.

Ginevra fu restituita alla famiglia Pompei, segregata e poi misteriosamente scomparsa nel 1595. La tradizione popolare ipotizzò che fosse stata murata viva.

Durante lavori di restauro ottocenteschi furono rinvenuti resti umani incatenati all’interno del castello, inizialmente attribuiti a lei; studi successivi li collocano invece in epoca posteriore.

Di Ginevra non resta una tomba né una memoria ufficiale, ad eccezione della figlia Faustina, che nel 1605 prese i voti con il nome di Suor Lucrezia.

Il mistero della sua scomparsa rimane tuttora irrisolto.