Chiesa di San Giorgio Martire
La Chiesa di San Giorgio Martire è la principale chiesa parrocchiale di Illasi, costruita tra il 1840 e il 1865 su una preesistente pieve medievale. In stile neoclassico, conserva importanti opere d’arte e testimonia la continuità del ruolo religioso del sito nel corso dei secoli.
Origini e sviluppo storico
L’attuale chiesa sorge sul luogo dell’antica pieve di San Giorgio, centro religioso di grande importanza per la vallata, documentato già nel XII secolo, in particolare in una bolla di papa Eugenio III del 1146 e in altri documenti conservati presso la Biblioteca Capitolare di Verona.
La nuova chiesa venne edificata a partire dal 1847, dopo la demolizione della pieve, e consacrata nel 1905. Nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento furono realizzati diversi interventi di completamento e ampliamento, anche in risposta alla crescita della popolazione.
Nel 1880 l’architetto don Angelo Gottardi progettò l’ampliamento del presbiterio, introducendo un’imponente articolazione di colonne disposte attorno al coro. I lavori proseguirono con diversi parroci: don Simoncelli completò il presbiterio, don Balconi intervenne su soffitto, pareti e pavimentazione, mentre don Angelo Vicentini curò l’inserimento degli altari laterali provenienti dalla demolita chiesa di San Sebastiano di Verona.
Architettura e struttura
La facciata della chiesa è impostata secondo uno stile neoclassico, caratterizzata da quattro semicolonne con capitelli corinzi e da un timpano pronunciato, sormontato da una croce in ferro.
L’interno è a croce latina, con richiami ai modelli palladiani, in particolare alla chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia. Il presbiterio è arricchito da colonne monumentali che ne enfatizzano la profondità e la centralità liturgica.
Annesso alla chiesa si trova un oratorio edificato nel 1912, mentre il campanile ospita un concerto di campane.
Opere e apparato artistico
Nel 1941 don Pietro Schena affidò all’artista Carlo Donati la decorazione completa della chiesa, contribuendo a definire l’attuale apparato pittorico.
Di particolare rilievo è l’altare maggiore, realizzato in marmi policromi nel 1761 da don Veneri e completato con le statue di San Giorgio e San Bartolomeo, patrono del paese.
All’interno sono presenti anche opere pittoriche commissionate al Salomoni e al Marai, tra cui le tele delle lunette e le pale degli altari.
Nella sacrestia è conservata un’importante Madonna con Bambino e Angeli, attribuita secondo gli studi alla scuola di Stefano da Zevio o ad Antonio Badile, figure di riferimento della pittura veronese del XV secolo.
La Madonna con Bambino: storia e iconografia
L’opera proviene dalla lunetta del protiro dell’antica pieve medievale, demolita nel XIX secolo. Fu salvata grazie alla devozione popolare e staccata con tecnica a massello, permettendone la conservazione fino a oggi.
L’affresco rappresenta la Madonna seduta con il Bambino, circondata da angeli e inserita in un giardino simbolico (Hortus Conclusus), elemento tipico della cultura medievale che richiama il Paradiso e la dimensione spirituale.
La composizione è costruita attraverso un raffinato equilibrio cromatico e lineare: il manto scuro della Vergine si contrappone alla luminosità del Bambino, mentre gli angeli, disposti in gruppi simmetrici, accompagnano la scena con atteggiamenti di preghiera e canto.
Tra gli elementi simbolici spicca la presenza del pavone, emblema di immortalità e resurrezione nella tradizione cristiana, che rafforza il significato teologico dell’immagine.
L’opera, pur con attribuzioni discusse tra Stefano da Zevio, la sua cerchia o Antonio Badile, rappresenta una testimonianza significativa del gotico veronese e del contesto artistico del XV secolo.

